La raccolta Giannelli

La raccolta Giannelli

di Marina Pizzarelli, pubblicazione a cura del Comune di Parabita, 2013

Costituita nella sua parte più importante da quarantatre quadri e dieci sculture di scuola napoletana tra Otto e Novecento, la raccolta Giannelli rappresenta una piccola preziosa testimonianza (ed unica per il Salento) della temperie artistica di un’epoca che vide, per la puglia, l’indiscutibile egemonia culturale partenopea. Mentre di solito i lasciti di artisti o di loro eredi sono formati esclusivamente da opere del donatore (vedi, per i musei pugliesi, le collezioni Filippo Cifariello, Damaso Bianchi, Enrico Castellaneta per la pinacoteca di Bari, Giuseppe De Nittis per Barletta), la raccolta di Parabita, oltre a comprendere un corpus di tredici opere del titolare, propone una campionatura della migliore produzione artistica del tempo. Le scelte del Giannelli, al di là delle mode, sono indicative di un gusto sicuro, sostenuto da competenza e sensibilità e determinato probabilmente anche da relazioni personali. Così farebbe pensare la presenza di alcune dediche e di ben otto opere di Giuseppe Costa, cui vennero commissionati i cinque ritratti di famiglia, tranne quello dello stesso Enrico Giannelli, opera di Vincenzo Caprile. Lo spazio più ampio viene riservato alla pittura di paesaggio, che tra gli altri annovera un delicato pastello del 1906 di Giuseppe Casciaro, rivelando così le più spiccate preferenze di Giannelli, Egli stesso sensibile e delicato interprete del paesaggio napoletano e, ne Il Capo di Leuca dalla marina di Castro, di quello salentino. Al di là di ogni interesse descrittivo, queste opere sembrano dare forma e colore oltre che alle infinite modulazioni della luce e dell’atmosfera, a pensieri ed emozioni profonde: veri paesaggi dell’anima.

The collection | By Marina Pizzarelli, publication by the Municipality of Parabita, 2013 Constituted in its most important part by 43 paintings and 10 sculptures of Neapolitan school made between 1880 and 1900, the Giannelli collection represents a small precious testimony (unique to Salento) of the artistic temper of an era that he saw, for Puglia , the indisputable Neapolitan popular hegemony. While usually the legacies of artists or their heirs are exclusively formed by donor’s works (for example, for the Apulian museums there are the collections of Filippo Cifariello, of Damaso Bianchi, of Enrico Castellaneta for the Pinacoteca di Bari, or Giuseppe de Nittis for Barletta) the collection of Parabita in addition to including a body of 13 works of the owner, also offers a sampling of the best artistic production of that time. Giannelli’s choices, beyond fashions, indicate a sure taste, supported by skills and sensitivity and probably determined also by personal relationships. This would suggest the presence of some dedications and 8 artistic works by Giuseppe Costa, to whom were commissioned 5 family portraits, with the exception of the Enrico Giannelli one, made by Vincenzo Caprile. The largest space is reserved for the landscape, which among others includes a delicate pastel of 1906 by Giuseppe Casciaro, thus revealing Giannelli’s strongest preferences. He himself was a very sensitive interpreter of the Neapolitan and Salento landscapes (as can be seen in the work Il capo di Leuca from Marina di Castro).